Museo Revoltella
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Trieste [21 dicembre 2016]
L'opera del giorno: 'Primi albori' di Guido Grimani


L'AUTORE

Guido Grimani nacque a Trieste il 21 dicembre 1871 e morì nella stessa cittànel 1933. Esordì già a quattordici anni, quando espose le prime "marine" alla Galleria Schollian; a sedici inviò un suo quadro all'Esposizione di Budapest che venne esposto, riprodotto nel catalogo e subito venduto.
Studiò dapprima con un pittore locale, Gian Battista Crevatin (1837-1910) ma, subito dopo il diploma conseguito presso le Scuole Reali, nel 1890 si trasferì a Monaco, dove risiedette per tre anni e frequentò l'Accademia, dedicandosi intensamente alla pratica del disegno. Tornato a Trieste, dove si avvicinò all'insegnamento di Pietro Fragiacomo (1856-1922), vi rimase senza interruzioni (tranne un breve soggiorno a Parigi nel 1900) fino al 1912, quando, dopo la conquista italiana della Libia, vi si recò per trarre da quel paesaggio, così diverso da quello mitteleuropeo finora conosciuto, nuovi spunti per la sua arte. Otto di questi "studi tripolini" vennero esposti alla Biennale di Venezia del 1914 e quasi tutti acquistati. Alla Biennale espose anche nelle edizioni successive, sempre con molto successo, ma nel 1920 l'opera intitolata Ore tranquille, già premiata con medaglia d'oro all'Esposizione provinciale di Capodistria, venne respinta, e da allora non vi partecipò più.
Nel 1908 il Museo Revoltella acquistò Primi albori, che fino al 1956 sarà l'unica opera di Grimani presente nella Galleria: solo in quell'anno, grazie al lascito di Alba Erminia Luzzatto, le civiche collezioni si arricchiranno di un'altra tela molto suggestiva, Marina. Nonostante i successivi viaggi in Medio ed Estremo Oriente, e nonostante si fosse dedicato anche al ritratto e al paesaggio, sia urbano che carsico, Grimani diede sempre il meglio di sè nelle vedute marinare. La sua pittura, di stampo impressionista e crepuscolare, ha infatti il fascino dell'immediatezza e una capacità di evocazione dell' "attimo fuggente" colto nel suo trasmutare di luci e di colori che la rendono "comprensibile" a tutti e affascina anche i più esigenti in fatto di vedutismo. Dal 1905 fino alla morte insegnò nella scuola che aveva aperto insieme all'amico pittore Giovanni Zangrando (1867-1941).

L'OPERA

Guido Grimani
(Trieste 1871 – 1933)
Primi albori
inv. 275
olio su tela, 155,5 x 205,5 cm
firmato in basso a destra: GRIMANI

Presentata all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano del 1908 e riprodotta nella rivista «Illustrazione Italiana» del 18 ottobre dello stesso anno, venne acquistata dal Museo Revoltella due mesi più tardi per 2.600 Corone, derivate dai proventi della Fondazione Cochini.
Fino a questa data nella collezione del Revoltella non figurava alcuna opera di Grimani, cosa che doveva apparire agli occhi dei triestini una grave lacuna - come documentano due articoli pubblicati su «Il Piccolo» del 22 ottobre e 22 dicembre 1908 – in quanto l’artista, molto apprezzato dai concittadini, aveva già raggiunto una certa notorietà anche al di fuori dell’ambito locale, avendo esposto a Budapest, a Vienna, a Monaco e alle Biennali di Venezia del 1897, 1899 e 1907.
Da un documento conservato nell’archivio amministrativo del museo risulta che già nel luglio del 1908 era stato proposto l’acquisto – per 2.500 Corone - della sua opera Marina di Grado, ma tale trattativa non era poi andata a buon fine. Qualche mese più tardi la scelta era caduta sul dipinto Primi albori, che, a detta dell’autore di un articolo pubblicato sulla testata triestina, “tra le marine del Grimani dovrebbe indubbiamente occupare il primo posto, anche perché segna l’avviamento a un’arte più larga, più comprensiva”. Nello stesso testo è anche riportata una puntuale e suggestiva descrizione dell’opera: “nei primi albori le navi da pesca si sono ormeggiate; galleggiano accanto i grossi cestoni della preda squamosa. Su una delle due barche arde un lumicino verde. La luce è ancora incerta, pallida, imbevuta per così dire d’opaco; sicché sulle acque i suoi giuochi si disegnano in fasci lattei poco decisi, come in un liquido che scorre lento dilatandosi. La pennellata, per le acque è tenue, lieve, liscia, s’ingrossa, s’irruvidisce nei corpi delle barche. Il disegno ha ogni sicurezza, la luce è studiata amorosamente, tanto che ai suoi effetti è un po’ sacrificato il piano. Anche il sentimento di attesa e di sonnolenza appena interrotta è reso con ogni vigoria.” (Al Museo Revoltella. Nuovi acquisti e nuovo collocamento in «Il Piccolo», 22 dicembre 1908). Il “lumicino verde”, di cui parla l’ignoto commentatore, deriva dall’abitudine di molti pittori monacensi di vivacizzare i loro quadri con una nota di verde brillante. Per questo particolare, spesso presente nei suoi dipinti, Grimani viene chiamato dai colleghi con lo scherzoso nomigliolo di “fanalino verde”.
Nonostante la cura degli effetti luministici, che rivela l’influsso dei malinconici paesaggi marini di Fragiacomo, egli sembra qui far proprio il gusto Art Nouveau per la linea serpentina. Questa caratteristica avvicina l’opera in esame al dipinto Hafen von Triest, che il giovanissimo Egon Schiele eseguì nel 1908, di rientro da un soggiorno a Trieste del 1907 in compagnia alla sorella Gerta. Il luogo descritto in questa tela di Grimani, tuttavia, secondo Luisa Froglia non è Trieste ma Chioggia, sulla base delle analogie con l’acquerello Canale di Chioggia e l’olio Fondamenta di Chioggia, realizzati intorno al 1908, durante uno dei soggiorni del pittore nella laguna veneta.
Di Grimani il Museo Revoltella possiede anche le seguenti opere: l’olio Marina, datato 1895 e pervenuto con il legato di Erminia Luzzatto nel 1956; il piccolo Ritratto del pittore Miceu, donato nel 1972 da Antonio Fonda Savio, genero di Italo Svevo e i due oli su tavola di ridotte dimensioni, Paesaggio e Molo Audace, e l’acquerello Pescatori, entrati a far parte della collezione del museo nel 1995 tramite il legato della professoressa Gabriella Casa di Trieste.
(N.B.)

Provenienza dell'opera: acquistata dal museo nel 1908 con i proventi della Fondazione Cochini


Bibliografia: Esposizione Nazionale di Belle Arti, cat. mostra, Milano, Accademia di Brera, Milano 1908; Esposizione Nazionale di Belle Arti: Brera MCMVIII, in “Illustrazione Italiana”, 18 ottobre 1908, p. 347; «Il Piccolo», 21 e 22 ottobre 1908; Al Museo Revoltella. Nuovi acquisti e nuovo collocamento in «Il Piccolo», 22 dicembre 1908; A.G.P., Guido Grimani, il “L’Illustrazione Triestina”, Trieste 12 febbraio 1911; S. Sibilia, Pittori e scultori di Trieste, Milano, L’Eroica, 1922, p. 131; C.M.R., 1925, p. 40, n. 358; Anonimo, La morte di Guido Grimani, in “Il Piccolo di Trieste”, 14 marzo 1933; A. Berlam, Guido Grimani e la sua mostra postuma, in “La Panarie”, anno X, n. 59, Udine, G. Chiesa Editore, settembre – ottobre 1933, p. 295, ill. p. 293; C.M.R., Trieste 1933, p. 102; A. Comanducci, I pittori italiani dell’Ottocento. Dizionario critico e documentario, Milano, Casa Editrice Artisti d’Italia S.A., 1934, p. 311 (ristampa: Milano, Edizioni Libreria Malavasi, 2002, p. 311); Mostra dei quarant’anni della Biennale di Venezia (1895 – 1935), Venezia 1935, p. 75, n. 7; S. Benco, Artisti di Trieste e altri giuliani alla Mostra commemorativa della Biennale, in «Il Piccolo», 31 maggio 1935; S. Rutteri, Pietro Fragiacomo e altri pittori istriani, in “Pagine Istriane”, 1 novembre 1950, p. 207; H. Vollmer, Allgemeines Lexicon der bildenden Künstler des XX Jahrhunderts, Leipzig 1955, p. 310; C.M.R., Trieste 1961, p. 40, n. 254; ; C.M.R., Trieste 1967, p. 51, n. 6; C.M.R., Trieste 1970, p. 76, fig. 248; L. Froglia, Il pittore triestino Guido Grimani, Trieste, Libreria Internazionale “Italo Svevo”, 1971, pp. 34, 35, 104, n. 88, fig. 76; C. H. Martelli, Artisti di Trieste, dell’Isontino, dell’Istria e della Dalmazia, Trieste, APC, 1985, p. 124; Il mito sottile. Pittura e scultura nella città di Svevo e Saba, cat. mostra a c. di R. Masiero, Trieste, Civico Museo Revoltella, 26 ottobre 1991 – 30 marzo 1992, Trieste 1991, p. 51, n. 42; Pittura triestina tra ‘800 e ‘900 nelle collezioni del Museo Revoltella, cat. mostra a c. di M. Masau Dan, Budapest, Szépművészeti Múzeum, 7 maggio – 5 giugno 1999;
Esposizioni: Milano 1908; Venezia 1935; Trieste 1991-92; Budapest 1999;

 

 





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