Museo Revoltella
 




Questo gruppo allegorico, premiato alla Mostra di Filadelfia del 1876, fu presentato alla IX Esposizione della Società di Belle Arti di Trieste (n∞ 25) col titolo "La Vita che tenta di arrestare il Tempo" . L'imponente lavoro ebbe all'epoca forte risonanza; “L'Italia Artistica” di Firenze, dandone notizia nel suo numero del 18 dicembre 1875 (Anno XVI, n∞13), definiva l'opera, che intitolava "La Giovinezza che tenta di arrestare il Tempo", "mirabilmente riescita", "pari all'importanza del soggetto, sia pel movimento delle figure quanto per l'espressione e la vita". "La Giovinezza è rappresentata nell'età più saliente del vigore ed anzi nel momento in cui incomincia a declinare ed a risentire gli effetti del tempo che fugge. Essa con le mani tenta di fermarlo, mentre collo sguardo fra il lacrimevole ed il seducente cerca indurlo alle sue preghiere. Il Tempo invece colla mano in cui tiene la falce si sbarazza delle strette della donna e coll'altra in cui ha la clessitra [sic] accenna la via che deve percorrere senza nessuna tregua e con ironico sorriso le fa comprendere che ogni tentativoè inutile".
Nella produzione complessiva di questo scultore fecondissimo, che operÚ di preferenza in marmo, il gruppo triestino -che si aggiunge ad altri due lavori posseduti dal Museo, “La Vergognosa” e “La Preghiera” occupa un posto di tutto rilievo, rappresentando uno dei vertici toccati dall'artista per l'efficace schema compositivo che, giocando sulle spinte divergenti dei corpi amplificate nell'ampio slancio delle grandi ali, conferisce all'opera un intrinseco dinamismo e il saggio di virtuosismo tecnico nel trattamento del marmo che sostiene una forma in se accademicamente finita ma elegante.





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