Museo Revoltella
 




Dopo aver eseguito nel 1861 il ritratto del famoso medico triestino Alessandro Goracuchi, Tito Agujari, giovane pittore veneto molto apprezzato dalla borghesia cittadina, ricevette un’importante commissione da Pasquale Revoltella, paziente di Goracuchi.
Si tratta di un’immagine studiatamente èregale’ destinata a dominare, entro una sontuosa cornice, quel salotto verde, tutto marmi, alabastri e dorature, che simula quasi una sala del trono. Revoltella è seduto in una posa piuttosto rigida su una delle poltrone in mogano della attuale sala gialla (che forse all’origine era tappezzata in rosso o semplicemente venne modificata per esigenze pittoriche); lo sfondo che si intravede dietro il tendaggio drappeggiato alle sue spalle accenna all’atrio del suo palazzo, come conferma il grande vaso di Berlino in bronzo che si scorge sul lato destro. Sul bianco della camicia spicca il brillante che nel testamento destinerà èal suo vecchio e caro amico Giovanni Battista Scrinzi di Montecroce”, mentre le decorazioni appuntate alla giacca di Revoltella, che diverrà barone solo nel 1867, sono riferite al titolo di cavaliere, conferitogli nel 1850, e alla commenda di San Gregorio Magno, che gli fu concessa nel 1853. Sul tavolo due libri e un foglio arrotolato (una stampa, un progetto?) e in mano la carta della zona di Suez. Posa, scenografia e accessori sono studiati per tramandare ai posteri l’immagine più completa che Revoltella voleva dare della sua persona.






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