Museo Revoltella
 




Sul retro del dipinto un cartellino scrive il probabile titolo originario: "L'invalido (...) racconta le sue passate avventure - Vincenzo Cabianca di Verona". L'opera è datata 1856, risale cioè ai primi anni del lungo soggiorno fiorentino che Cabianca trascorre insieme al gruppo del Caffè Michelangelo. La maniera qui è ancora quella realista influenzata dalla pittura lombarda soprattutto di Domenico Induno, criticata dal Cecioni. C'è il gusto per la narrazione e l'attenta descrizione dell'ambiente, in ogni suo particolare; la volontà di caratterizzazione dei volti e delle espressioni dei personaggi; l'intento patriottico. Giustamente Sandra Pinto (1982) sottolinea l'esistenza del collegamento tra illustrazione del mito bonapartista e rappresentazione del mito garibaldino nell'ottica comune antiaustriaca. E risulta qui evidente il messaggio in chiave patriottica se si considera la figura del legionario che racconta "le sue avventure", ovvero le sue battaglie combattute valorosamente, come stanno a significare la medaglia che porta al petto, con carte alla mano, mentre borsa, baionetta e borraccia sono appese al muro e una statuetta di Napoleone è sul tavolo. Il bambino più degli altri uditori si immedesima nel racconto e già si direbbe pronto ad andare in battaglia impugnata la sua spada e con addosso il cappello a feluca su sui risalta il tricolore. La stessa intraprendenza di quel bambino avrebbero dovuto assumere i nuovi patrioti.




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