Museo Revoltella
 




Questo dipinto della fase matura dell’artista fu acquistato dal museo all’Esposizione Internazionale di Monaco del 1892, assieme ai dipinti di Bohme, di Luigi Nono e di Smith. Si realizzÚ così il desiderio di Ciardi, manifestatosi già alcuni anni prima, di vedere una sua opera esposta nel museo triestino.
Influenzata dal vedutismo veneto del Settecento per il rigoroso impianto prospettico, "Mattino alla Giudecca" è definito uno dei suoi migliori lavori di paesaggio lagunare, grazie all’equilibrio tra la nitida composizione e l’atmosfera vaporosa, che segna l’inizio di un linguaggio più moderno, nel quale la pennellata diventa meno consistente e più suggestiva nella descrizione degli effetti atmosferici.
Ciardi iniziÚ a studiare il paesaggio dal vero all’Accademia di Venezia, dove si diplomÚ nel 1867. In seguito compì un viaggio di formazione in varie zone d’Italia: fu a Roma, in Meridione, dove conobbe Morelli e Palazzi, e a Firenze, dove imparÚ le tecniche dei pittori macchiaioli, dalle quali è influenzata anche questa tela.





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