Museo Revoltella
 


Giuseppe Lorenzo Gatteri un protagonista dell'Ottocento triestino


Al Civico Museo Revoltella di Trieste si conserva un ricco fondo di disegni del pittore Giuseppe Lorenzo Gatteri (1829-1884), ricordato come uno dei massimi esponenti del Romanticismo storico in terra giuliana. Dal 17 dicembre 2016 al 17 aprile 2017 tutti potranno conoscere meglio questo artista.

La mostra del fondo Weber Gatteri, infatti, pervenuto al Museo Revoltella nel 1904, mette in luce per la prima volta, attraverso una decina di sezioni tematiche, una selezione di questa importante e ricca raccolta fino ad oggi studiata soltanto parzialmente, e qui integrata con una trentina di pezzi significativi, tra volumi e grafica, concessi in prestito dai Civici Musei di Storia ed Arte, dal Museo petrarchesco piccolomineo e dalla Biblioteca Civica “A. Hortis” di Trieste. L’esposizione offre inoltre l’occasione di evidenziare una volta di piu’ la rete di rapporti e correlazioni tra pittori e  artisti decoratori che operarono a Trieste nella prima meta’ del XIX secolo e il rapporto tra questi e il fondatore del museo Pasquale Revoltella.

Il corpus grafico, costituito da quasi 470 fogli sciolti e da una ventina di album, è per la maggior parte inedito e questa mostra è l'occasione per presentare per la prima volta al pubblico un'ampia scelta dei disegni, in vista della pubblicazione di un catalogo ragionato della raccolta.
La maggior parte dei fogli proviene dal lascito della sorella dell'artista, Matilde Weber Gatteri, che nel 1904 donò le opere del fratello che erano in suo possesso, ma altri disegni sono entrati a far parte delle collezioni del Museo tramite acquisti e doni diversi.
Il fondo grafico copre tutto l'arco della produzione artistica del Gatteri: dalle primissime prove della fine degli anni Trenta, eseguite a nove, dieci anni e raffiguranti per lo più Battaglie, che gli procacciarono la fama di fanciullo prodigio, ai soggetti storici degli anni accademici, per continuare con le opere più mature degli anni Cinquanta e Sessanta, che lo vedono particolarmente impegnato nell’ambito della grafica per l’editoria. Si arriva fino agli esempi tardi degli anni Settanta e della prima metà degli anni Ottanta, caratterizzati da un segno sempre più libero, franto e mosso e dall’uso di un acquerello dato a macchia di grande freschezza e briosità.
Dall’analisi della cospicua raccolta emerge la figura di prolifico disegnatore del Gatteri, che usa il mezzo grafico con notevole maestria e scioltezza come strumento imprescindibile di studio e notazione del vero, in vista della realizzazione di opere su tela o della traduzione in stampa delle sue composizioni, ma anche come mera esercitazione di fantasia o di indagine dei costumi dei tempi antichi e moderni, con incursioni nel campo della caricatura.

Giuseppe Lorenzo Gatteri nacque nel 1829 a Trieste, figlio di Giuseppe Gatteri (1789-1878), artista originario di Rivolto di Codroipo giunto in città intorno al 1824, che - formatosi sugli illustri esempi del palmarino Giuseppe Bernardino Bison - divenne uno tra i più apprezzati pittori decoratori nella Trieste dei primi decenni dell’Ottocento.
Giuseppe Lorenzo fu un talento assai precoce e fin da giovanissimo mostrò una grande facilità per il disegno e una propensione per il genere storico, iniziando col disegnare già all’età di nove, dieci anni scene di battaglie di epoca romana. La predilezione per i soggetti storici dell’antica Roma gli fu ispirata dall’opera Historia Romana del famoso incisore Bartolomeo Pinelli, edita nel 1818, di cui il giovane Gatteri possedeva una copia, in seguito donata al Museo Correr di Venezia.
E così nel novembre 1839 davanti al pittore Giovanni Kandler e al poeta Antonio Gazzoletti eseguì un disegno con una Battaglia romana, che fu tradotto in litografia a Trieste da Linassi e il 6 febbraio 1840 fu chiamato al Gabinetto di Minerva per una prova di disegno improvvisata e la scelta cadde sull'episodio de I Romani sconfitti dai Triestini e Istriani a Sistiana, che il giovane delineò senza alcun timore, e che fu anch’esso tradotto in litografia dalla Linassi di Trieste.
Giuseppe Gatteri si prodigò per far conoscere il precoce talento del figlio, portandolo prima a Venezia, dove si trasferì egli stesso per poter seguire da vicino i progressi del giovane Giuseppe Lorenzo, e in seguito a Milano e Torino. A Venezia Giuseppe Lorenzo entrò all’Accademia di Belle Arti nel 1840, rimanendovi fino al 1852. Qui fu allievo di Odorico Politi e Lodovico Lipparini, che lo indirizzarono al genere storico e lo educarono ad una maniera caratterizzata dal rigore della pittura romantica rispettosa della tradizione coloristica veneziana.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Procacciatosi ormai la fama di fanciullo prodigio, il giovane nel 1842 andò a Milano, accompagnato dal padre, dove espose un disegno all'Accademia di Brera e conobbe molte personalità tra cui Alessandro Manzoni e il pittore Francesco Hayez, per il quale eseguì alcuni schizzi. Nel 1843 soggiornò a Torino, dove fu presentato a personaggi quali il marchese Cesare Saluzzo, Roberto D’Azeglio, fratello del celebre politico Massimo D’Azeglio e direttore della Galleria Sabauda e il conte Cesare Balbo, storico e uomo politico. Anche il re Carlo Alberto gli commissionò degli acquarelli. Durante gli anni accademici eseguì diverse opere di carattere storico tra cui si citano i 52 disegni raccolti in un album, conservati al Museo Revoltella di Trieste e databili al 1842-1843, che raffigurano episodi della storia dell'Indipendenza della Grecia dal dominio turco (1821-1830). Illustrò anche i moti del 1848-1849, che lo videro partecipe della difesa di Venezia contro gli Austriaci, e un esempio ne è l’acquerello finito con la Sollevazione di Treviso, sempre del Museo Revoltella.

Agli inizi degli anni Cinquanta Gatteri ricevette un’importante commissione: gli fu affidata infatti la composizione di ben cento e cinquanta tavole raffiguranti episodi della storia veneziana che, incise a bulino, furono poste a corredo illustrativo de La storia veneta di Francesco Zanotto, pubblicata a Venezia nel 1852 da Antonio Viviani e poi ristampata diverse volte. Un cospicuo gruppo di disegni preparatori per questa impresa editoriale è conservato al Museo Revoltella di Trieste, oltre che al Museo Correr di Venezia.
Su commissione del barone Pasquale Revoltella rielaborò su tela due episodi inseriti nel volume dello Zanotto: la Festa delle Marie, che recenti riscontri documentari hanno attestato essere stato eseguito nel 1855 e L’Arrivo di Caterina Cornaro regina di Cipro a Venezia, portato a termine nel 1857, entrambi destinati ad abbellire un ambiente del palazzo baronale. La Festa delle Marie fu esposto per un certo periodo a Parigi, dove ebbe notevole successo e dove il noto litografo padovano Michele Fanoli ne trasse una litografia.
Negli stessi anni in cui lavorava all’impresa dello Zanotto, il Gatteri preparava anche alcune scenette per illustrare le poesie del poeta friulano Pietro Zorutti.
L’attività di illustratore per l’editoria continuò anche dopo il suo rientro a Trieste nel 1857: nel 1863 eseguì infatti una serie di disegni per le litografie a corredo iconografico della Storia cronografica di Trieste di Vincenzo Scussa e delle Gioie e sofferenze della vita marina del capitano Carlo Costantini, edite entrambe a Trieste da Colombo Coen.
Il Gatteri, considerato tra i maggiori esponenti giuliani del Romanticismo storico, realizzò sia negli acquerelli che negli oli composizioni scenografiche orchestrate con grande maestria, affollate di personaggi riccamente vestiti, caratterizzate da una resa meticolosa del dettaglio, delle sete cangianti e dei preziosi gioielli, e ravvivate da brillanti cromatismi.
Oltre ai succitati la Festa delle Marie e L’Arrivo di Caterina Cornaro regina di Cipro a Venezia, degni di menzione sono i dipinti degli anni Settanta e Ottanta, nei quali la spiccata tendenza alla teatralità tipica dell’artista viene ulteriormente ampliata dal fatto di inscenare i soggetti in sontuosi e magniloquenti palazzi baroccheggianti, nei quali si muovono figure dalle volumetrie dilatate. I più importanti oli su tela dell’ottavo e nono decennio appartengono al Museo Revoltella di Trieste: il Divertimento dato dal cardinale Riario alla duchessa di Ferrara dopo il convito del 1872, Cesare Borgia abbandona il Vaticano, firmato e datato 1877, Minerva premia le Arti e le Virtù, firmata e datata 1884, considerata la sua ultima opera.

La mostra si divide in 10 sezioni che ripercorrono la parabola artistica di Gatteri: nella prima (Gli inizi 1839-1840) sono esposte alcune Battaglie tratte dalla storia romana, eseguite dall’artista appena decenne, che mettono in risalto le sue precocissime doti di disegnatore, mentre nella seconda (Gli anni accademici) alcuni acquerelli finiti di argomento storico, genere che sarà da lui sempre prediletto, nei quali mostra di avere fatto tesoro degli insegnamenti avuti all’Accademia di Venezia. La terza sezione raggruppa notazioni di costume, caricature e vignette eseguite per l’editoria, mentre la quarta è interamente dedicata all’importante commissione avuta agli inizi degli anni Cinquanta, di comporre ben cento e cinquanta tavole raffiguranti episodi della storia veneziana a corredo illustrativo de La storia veneta di Francesco Zanotto, pubblicata a Venezia nel 1852.
L’intensa attività di illustratore nel campo dell’editoria è documentata anche nella quinta sezione, dedicata alle tavole eseguite tra gli anni Cinquanta e Sessanta per le poesie di Pietro Zorutti, per la Storia cronografica di Trieste di Vincenzo Scussa e per le Gioie e sofferenze della vita marina del Capitano Carlo Costantini.
La sesta sezione raggruppa una serie di studi ed acquerelli finiti degli anni Sessanta, nei quali illustra alcuni soggetti tratti dalla storia medievale, moderna e contemporanea, come L’Arrivo di Caterina Cornaro regina di Cipro a Venezia, di cui aveva già eseguito una versione su tela nel 1857 per il barone Revoltella, o L’Olocausto degli Arcadi, dedicato alla rivoluzione cretese del 1866. Nella settima sezione sono esposti una serie di disegni, databili tra il 1864-1865, raffiguranti episodi tratti dalla Divina Commedia di Dante, che attestano come Gatteri si fosse cimentato con il testo dantesco proprio negli anni in cui ricorreva il centenario della nascita del sommo poeta.
L’ottava sezione è dedicata alle composizioni degli anni Settanta, sempre più scenografiche, inscenate in grandi ambienti baroccheggianti e caratterizzate dalla presenza di figure dalle volumetrie dilatate, in abiti dai panneggi ridondanti e mossi, mentre la nona presenta alcuni esempi di studi e bozzetti preparatori finali per la decorazione delle copertine di Diplomi, come quello con l’Allegoria dedicata a Enrico Neumann (1884) in occasione del conferimento della carica di Direttore gerente della compagnia Riunione Adriatica di Sicurtà. Infine la decima e ultima sezione è riservata alle opere degli ultimi anni (1880-1884), tra cui si segnalano i disegni preparatori per la tela Minerva premia le Arti e le Virtù del Museo Revoltella, firmata e datata 1884, e alcuni schizzi, nei quali le figure evanescenti, in stato quasi larvale, emergono sul foglio bianco, tra insistiti giochi chiaroscurali.






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