Museo Revoltella
 


La breve storia di Giorgio Carmelich


Giorgio Carmelich nasce a Trieste il 12 aprile 1907. Suo padre è dirigente delle Assicurazioni Generali e gestisce il Caffè degli Specchi e il Caffè Garibaldi, due importanti ritrovi triestini. Dal 1917 al 1919 frequenta il ginnasio classico, prima il “Petrarca” e poi il “Dante”. Sono gli anni in cui stringe amicizia con i protagonisti delle sue successive avventure artistiche, Emilio Mario Dolfi e Nino Jablowsky.

1920-1921

Realizza assieme a Dolfi, entrambi tredicenni, progetti editoriali artigianali, per lo più manoscritti e illustrati a mano con disegni a china, matite colorate o acquerello: Il sindaco di Cork e il cane inglese (1920) e la rivista manoscritta “Le Cronache”, di cui escono nove numeri con tirature di tre-quattro copie ciascuno tra il dicembre 1921 e il luglio 1922.

1922

Tra il febbraio 1922 e giugno-luglio 1923 pubblica con Dolfi la rivista dattiloscritta “Epeo”, che.

Inizia una serie di numerosi viaggi in importanti città italiane: in luglio è a Roma, poi visita Firenze e Venezia. Il 14 settembre Carmelich e Dolfi organizzano il I Convegno di “Epeo”, che si svolge all’aperto, sul Carso triestino. Su “Il Piccolo dei Piccoli”, rubrica de “Il Piccolo della Sera”, pubblica due vignette Il geografo e Cercando la pietra filosofale.

1923

Su “Il Piccolo dei Piccoli” viene pubblicato un racconto di Carmelich, Io scendo, tu sali o viceversa. Escono presso “La Bottega di Epeo” tre volumetti di poesie dattiloscritti con illustrazioni di Carmelich Eeeet! Antologia dell'anima mia, Ridolini e altri corridori e Il parco delle attrazioni. Nella casa di Carmelich in via San Zaccaria 6/11 viene organizzata una serie di riunioni denominate “Le mardi des amis”, in cui vengono letti testi scelti, Dolfi mette in scena rappresentazioni ambientali e Carmelich espone i propri disegni.

Il 3 aprile si svolge il II Convegno di “Epeo”, anche questa volta all’aperto, ma nel Golfo di Trieste, a bordo di un’imbarcazione. Sia il “Mardi des amis” che i convegni di “Epeo” sono pubblicizzati attraverso cartoline e manifesti redatti e decorati a mano con motivi di ispirazione cubofuturista.

In luglio visita Vienna, altra tappa fondamentale nella crescita artistica di Carmelich.

Conosce personalmente Enrico Prampolini alla sua mostra allestita al Lido di Venezia.

In agosto ad Ampezzo assiste entusiasticamente alla corsa automobilistica “Coppa delle Alpi”.

In autunno entra in contatto con il futurista triestino Bruno G. Sanzin e il goriziano Sofronio Pocarini.

A dicembre esce il primo fascicolo de “L’Aurora”, edita da Pocarini per conto del Movimento futurista giuliano, cui nel frattempo i futuristi triestini si erano aggregati.

1924

Il 21 gennaio assiste al Politeama Rossetti di Trieste alla rappresentazione della compagnia del Nuovo Teatro Futurista di Rodolfo De Angelis.

Collabora a diverse rubriche e testate futuriste: alla Pagina futurista in “Crepuscolo”, alla Rubrica futurista (che poi diventerà Energie futuriste) in “Italia Nova”, a “L’Aurora”, a “Originalità” di Reggio Calabria e a “La Nuova Venezia”.

Il 30 marzo si tiene in casa di Carmelich il Convegno futurista giuliano.

In aprile gli viene commissionata la realizzazione del cartellone della Prima Esposizione Goriziana di Belle Arti.

In luglio conosce l’intellettuale triestino Roberto (Bobi) Bazlen.

In agosto, mentre fa visita a Milano all’amico Jablowsky, segretario del Comitato Onoranze a Marinetti, conosce il poeta Loris Catrizzi e il musicista Franco Casavola. Jablowsky gli promette di far realizzare dalla celebre sarta Palmer, amica di Marinetti, dei figurini per la “moda meccanica”, su cui sta lavorando con Dolfi.

Nello stesso mese visita a Rovereto la casa-laboratorio di Fortunato Depero, da lui considerato un “genio”.

In ottobre è invitato da Prampolini a partecipare a Vienna alla Internazionale Ausstellung neuer Theatertechnik (Mostra della nuova arte teatrale).

1925

In gennaio partecipa alle Sale futuriste, mostra organizzata dai sindacati artistici futuristi a Palazzo Madama, Torino, nelle sezioni di pittura e scenografia.

Illustra con xilografie e linoleumgrafie il libro di poesie di Sofronio Pocarini, Lollina.

Fonda con Dolfi la rivista sintetica d’arte d’avanguardia “25”, che si esaurisce in soli due numeri.

In luglio incontra a Grado esponenti dell’avanguardia ceca e il direttore della rivista “Pásmo “di Praga, Artuš ÄŒernik.

Conosce Avgust ÄŒernigoj, che lo coinvolge, assieme a Dolfi, nell’organizzazione di una scuola privata d’arte di indirizzo costruttivista.

1926

Espone alla IV e V Esposizione biannuale d’arte del circolo Artistico di Trieste, in cui espone rispettivamente tre paesaggi non identificati e Ritratto di Sergio C., Paesaggio con lavandaia e Paesaggio.

In giugno assiste alla corsa automobilistica Trieste-Opicina.

Stringe amicizia con il pittore triestino Arturo Nathan.

Frequenta Bobi Bazlen, Anita Pittoni, Gerti Tolazzi e Livio Corsi.

In novembre si iscrive al Politecnico di Torino, che abbandonerà l’anno successivo per passare alla Regia scuola superiore di architettura di Roma e infine al neoistituito Istituto di architettura di Venezia.

1927

In gennaio conosce a Roma Ivo Pannaggi.

In ottobre viene invitato a partecipare alla Prima esposizione del Sindacato belle arti e del Circolo artistico di Trieste, ma non avendo nessun lavoro recente da presentare, preferisce non esporre nulla. All’insaputa di Carmelich, però, Avgust ÄŒernigoj espone tre sue opere all’interno della sala del “Gruppo costruttivista di Trieste”, allestita nella medesima esposizione, suscitando profondo dissenso nel giovane.

1928

Frequenta il gruppo di pittori Carlo Sbisà, Cesare Sofianopulo, Arturo Nathan e Leonor Fini.

Si dedica con maggiore intensità alla fotografia, passione che aveva precocemente coltivato.

In autunno partecipa con tre opere, La notte nel giardino, Il tram, Villa Teresa, alla II Esposizione del Sindacato fascista regionale delle belle arti del Circolo artistico di Trieste.

In novembre si trasferisce a Praga per iscriversi al corso di architettura delle Deutsche Technische Hochschule.

1929

A Praga frequenta l’avanguardia della capitale boema e conosce Karel Teige, indiscusso animatore del ambiente artistico praghese.

Progetta una mostra al Circolo artistico di Praga con Arturo Nathan e prende in considerazione la possibilità di esporre assieme a ÄŒernigoj a Berlino.

A maggio, malato, torna a Trieste e muore il 17 agosto nella località di cura di Bad Nauheim, presso Francoforte, dopo aver condotto una vita, che pur minata nella salute, è sempre stata vissuta all’insegna dell’energia e del febbrile entusiasmo.

 






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