Museo Revoltella
 


Le guerre risorgimentali viste da Palazzo Revoltella


L’ambientazione scelta per la mostra “Arte e Nazione. Dagli Induno a Fattori nelle collezioni del Museo Revoltella”  non è quella consueta dello spazio riservato alle mostre temporanee, ma la dimora storica che costituisce il primo nucleo del museo, Palazzo Revoltella, edificato proprio negli anni (1854-1858) in cui, mentre Trieste era ancora sottoposta all’Austria, in Italia maturavano le condizioni per giungere, attraverso dure lotte, all’unificazione dei tanti stati in cui era divisa la penisola. Lo stesso Pasquale Revoltella, veneziano d’origine e italiano di cultura, ma legato da forti interessi al governo austriaco, partecipò alla guerra del 1859, ma dal versante opposto, come fornitore dell’esercito imperiale.
Un percorso espositivo sicuramente inedito e originale, che, svolgendosi all’interno di casa Revoltella, mescola le suggestioni di una residenza sontuosa “ancien régime” con la rappresentazione del sentimento popolare, degli ideali e dei sacrifici che si collegano allo sforzo degli italiani alla conquista dell’Unità e permette un continuo confronto visivo tra il soggetto della lotta, i combattenti italiani, e l’oggetto della sua avversione, quell’ “invasore straniero” impersonato qui inevitabilmente, anche se curiosamente, dal veneziano Revoltella.
La mostra si propone di raccontare il clima sociale e culturale in cui giunge a maturazione il processo di unificazione servendosi unicamente del patrimonio del museo, che mai come in quest’occasione si rivela ricco di spunti non solo per rappresentare la storia artistica degli ultimi due secoli ma la storia “tout court”, permettendo di “leggere” dipinti, disegni e stampe da altri punti di vista. Un consistente apporto viene dalla biblioteca personale di Pasquale Revoltella, che contiene un gran numero di classici della letteratura italiana, da Dante a Manzoni a Pellico, e anche album illustrati riferiti alla storia contemporanea.
Il percorso inizia con una serie di dipinti di Cesare Dell’Acqua e Giuseppe Lorenzo Gatteri (nella foto a sinistra) due pittori che ebbero un ruolo molto importante attorno alla metà dell’Ottocento soprattutto nel campo della pittura di storia, il primo fuggevolmente passato attraverso la rievocazione degli eroi dell’Italia rinascimentale e poi assestatosi in un atteggiamento più “neutrale” nei confronti dell’Austria, il secondo votato per tutta la vita alla devozione verso l’arte e la patria italiana, tanto da correre in aiuto ai veneziani nella difesa del Forte Marghera, durante l’eroica resistenza del 1849. A questi si aggiunge un’opera giovanile di Antonio Lonza, sul tema dei rapporti fra Lorenzo il Magnifico e Savonarola, che mostra una volta di più il peso che anche nella formazione accademica aveva la grande tradizione italiana.
Si integra pienamente nella mostra la saletta che il museo dedica in permanenza all’epoca napoleonica con il bozzetto di Canova per il celebre “Napoleone come Marte pacificatore”, il ritratto dell’imperatore firmato da Houdon e il mirabile ritratto di Felice Baciocchi commissionato a Lorenzo Bartolini. Non occorre ricordare il peso avuto da Napoleone nella formazione di una coscienza nazionale italiana e qui lo conferma il bel dipinto di Vincenzo Cabianca “Il racconto del legionario napoleonico”.
Passando per la sala che Revoltella, attraverso le efficaci rappresentazioni storiche di Cesare Dell’Acqua, dedicò alla riconoscenza verso l’Austria, si giunge alla biblioteca storica, in cui si possono vedere i simboli della cultura italiana che già nell’Ottocento avevano spazio nel museo: i busti di Dante e Manzoni, dovuti rispettivamente a Vela e a Moneta, i tanti libri scesi dagli scaffali del padrone di casa, un curioso quadretto ispirato a Salvatore Mazza dai Promessi Sposi.
Se la letteratura (come il teatro e il melodramma) hanno una funzione decisiva - anche nell’austriaca Trieste -  nella formazione della coscienza nazionale italiana, la pittura fornisce i collegamenti visivi con la patria sognata, privilegiando nel “grand tour” del proprio salotto, le visioni che mescolano natura e storia, passato e presente, realtà e sogno. Così troviamo nella collezione di Revoltella le romantiche visioni della Roma più segreta dipinte dall’emigrato triestino Lorenzo Scarabelotto, mentre altri collezionisti dell’Ottocento scelgono la scenografica Venezia di Ippolito Caffi (altro pittore patriota, morto nella battaglia di Lissa del 1866) o la Roma da cartolina vista dal francese Boguet ma anche l’arcadica campagna romana del piemontese Massimo d’Azeglio.
Immagini dell’Italia vista dagli artisti riempiono le case borghesi della Trieste ottocentesca, superando di gran lunga tutti gli altri soggetti, e questo vale sia per le famiglie di radice italiana che per le innumerevoli famiglie forestiere giunte per impiantarvi attività commerciali. Nella sala attigua sono riunite in un ideale “salotto delle diverse nazioni triestine” alcuni ritratti di famiglia che sono la migliore testimonianza della naturale convivenza di tante culture in una città dall’indiscutibile vocazione internazionale.
Al primo piano del palazzo si incontrano alcuni esempi molto interessanti di quella che si può definire “pittura risorgimentale” ad iniziare da un capolavoro di Domenico Induno, “Malinconia” che rinvia al clima del 1848, delle speranze e delle delusioni, raggiungendo accenti poetici di rara intensità. Nelle sale della vita privata di Revoltella si susseguono altri capolavori, tra cui vediamo una travolgente “Battaglia di Pastrengo” (nella foto a sinistra) di uno dei più grandi interpreti delle guerre di indipendenza, Sebastiano De Albertis, e, poco più in là, una suggestiva battaglia navale notturna svoltasi al largo di Chioggia nel 1849 e documentata con sorprendente precisione dal triestino Lorenzo Butti, continuando con un mirabile fermo-immagine di Gerolamo Induno su una sentinella (foto a destra) che resiste tra le macerie di Roma, sempre nel ’49, e con inedite visioni dello stesso Induno riportate dalla Guerra di Crimea.
L’elegante salotto verde, dominato dal compassato ritratto di Pasquale Revoltella, per una volta viene invaso da una folla disordinata di garibaldini che scendono dall’Aspromonte attorno al generale ferito (ancora un capolavoro di Gerolamo Induno) mentre nella sala accanto ci si può soffermare su alcuni dipinti di genere del fratello Domenico, di cui il Museo Revoltella possiede un nucleo importante. La digressione è resa necessaria dal fatto che nella produzione degli Induno il confine tra pittura di genere e storia contemporanea praticamente non esiste, anzi l’avere trattato gli eventi storici con lo stesso spirito analitico della rappresentazione della vita popolare tanto in voga alla metà del secolo, è un merito unanimemente riconosciuto ai due fratelli.
Attraversando altre stanze di casa Revoltella e percorrendo lo scalone si giunge al secondo piano dove è stato trovato uno spazio abbastanza ampio da ospitare un dipinto di dimensioni straordinarie, “En avant! En avant!” del francese Georges Moreau de Tours che riproduce un episodio della guerra del 1870 in cui un soldato colpito sta cadendo tra le braccia di un commilitone. Molto ammirato dal pubblico triestino quando, nel 1889, il dipinto giunse al museo, rappresenta ora una visione della guerra e della morte fin troppo intrisa di retorica e poco in sintonia con la sensibilità moderna, che si riconosce più facilmente nella desolazione del caduto sulla neve di Mario Di Scovolo o nella pigra adunata di soldati in riposo che ci propone Giovanni Fattori.

Comune di Trieste/Assessorato alla cultura
Civico Museo Revoltella/Galleria d’arte moderna

ARTE E NAZIONE
DAGLI INDUNO A FATTORI NELLE COLLEZIONI DEL MUSEO REVOLTELLA
Trieste, Museo Revoltella, 17 marzo – 6 novembre 2011
Mostra a cura di Maria Masau Dan, direttore del Museo Revoltella
con Susanna Gregorat, Barbara Coslovich, Federica Moscolin

Restauri, Antonella Schiattino
Fotografie, Paolo Bonassi
Allestimenti, Sinergie, Fast
Servizi didattici, Patrizia Loccardi, Serena Paganini
Segreteria, Elisabetta Illich

Orario: 10-18 (10-19 dal 1° aprile) chiuso il martedì
Biglietti: interi 6,50 Euro, ridotti 4,50

Museo Revoltella, Via Diaz, 27
34123 Trieste www.museorevoltella.it revoltella@comune.trieste.it

 






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