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1886: Gli affamati del Salon parigino

Nel 1886 il Curatorio del Museo Revoltella decise di indirizzare la propria politica di acquisizioni verso Parigi, avvalendosi delle puntuali segnalazioni del valido pittore triestino Giovanni Rota (Trieste 1832 – 1900), che dagli anni Settanta si era trasferito nella Ville Lumière. Al Salon parigino di quell’anno, che fu visitato dallo stesso barone Giuseppe de Morpurgo, presidente del Curatorio, per visionare di persona i potenziali acquisti, erano esposti due grandi dipinti: Gli affamati del francese Jean Jules Henri Geoffroy (Marennes 1853 – Parigi 1924) e Madame Roland a Santa Pelagia del pittore belga Évariste Carpentier, prescelti poi per il nostro museo.

Jean Jules Henri Geoffroy, Gli affamati, 1886, olio su tela, 214x298, inv. 89
Rota incoraggiò in particolare l’acquisto dell’opera di Geoffroy, iviando al conservatore Alfredo Tominz varie fotografie del dipinto e alcune note sull’autore, che fu esaltato anche dalla critica dell’epoca, che sottolineò con estrema crudezza la capacità dell’artista nel ritrarre con spiccato realismo la disperazione e l’angoscia di chi è ai margini della società.

Geoffroy era noto come illustratore e pittore specializzato nella raffigurazione di soggetti infantili. Da giovane abitò nella casa di una coppia di maestri di scuola, sopra un istituto scolastico per bambini, e quindi per questo motivo ebbe la possibilità di trasferire sulle sue tele il fascino ingenuo degli scolaretti.

Tipico esponente del versimo francese “iniziato dal Courbet e letterariamente sfociato nel realismo crudo dello Zola”, Geoffroy partecipò fin dal 1874 alle esposizioni del “Salon de Paris” e del “Salon des artistes français”, a cui si era associato nel 1883, meritando per le sue accurate e sorprendenti ‘narrazioni’ per immagini riconoscimenti importanti.

 

Verso il 1876 incontrò l’editore Pierre-Jules Hetzel che lo assunse come illustratore di libri per bambini e ragazzi.