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Danza futurista al Teatro Miela.

Giovedì 16 ottobre, alle ore 21.00, il TEATRO MIELA di Trieste ospiterà una serata dedicata alla danza futurista in occasione degli ultimi giorni di apertura della mostra “CRALI, IL VOLO DEI FUTURISTI” al CIVICO MUSEO REVOLTELLA.
Gli allievi dell’ Atelier di Teatrodanza della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano porteranno sul palcoscenico triestino “UCCIDIAMO IL CHIARO DI LUNA. Danze, voci, suoni del futurismo italiano”, uno spettacolo che propone le danze ideate da Filippo Tommaso MARINETTI e riportate nel suo “Manifesto della Danza futurista” del 1917 insieme alla libera interpretazione dello stile e della poetica della danza futurista della coreografa Silvana BARBARINI, allieva dell’unica danzatrice futurista italiana Giannina CENSI. Accanto a “DANZA DELLO SCHRAPNEL”, DANZA DELLA MITRAGLIATRICE”, “DANZA DELL’AVIATRICE” e “AERODANZE” (nella riduzione curata, con la messa in scena, da Davide MONTAGNA), al pubblico verrà offerto anche “BOMBARDAMENTO DI ADRIANOPOLI”, coro parlato di André LAPORTE su “parole in libertà” di MARINETTI (direttore del coro Emanuele DE CHECCHI).
Interpreti dello spettacolo saranno gli allievi Rosa CARIULO, Maria CERCIELLO, Carmen DE SANDI, Maria Francesca GUERRA, Valentina IANNELLI, Serena MAROSSI, Maurizio MAURO, Margherita MONCALVO, Marilena PADUA, Costantino PIROLO, Francesca ROMANO, Andrea ROSSI, Serena ZANCONATO e Luca ZANGHERI.

“L’inizio del mio interesse nei confronti del Movimento Futurista ñ scrive Silvana BARBARINI che, dopo aver studiato con Giannina CENSI ha frequentato il Nikolais/Louis Dance Laboratory e il Merce Cunningham Studio a New York, per studiare poi la tecnica di Marta Graham con Elsa Piperno e Joseph Fontano ñ risale alle conversazioni avute tra il 1978 e il 1980 con Giannina CENSI e Tullio CRALI intorno all’Aerodanza, all’Aeropoesia, all’ Aeropittura. La curiosità mi ha spinto a sperimentare con il mio corpo le loro indicazioni: sono nate delle danze di oggi, che ammiccano sorridendo a desideri nati in un altro tempo. Un’altra fonte di ispirazione, che ha contribuito a rafforzare e prolungare nel tempo il mio interesse nei confronti del movimento Futurista, è stata la lettura dei Manifesti. A prescindere da un’ autentica adesione personale, trovo incredibile la loro capacità di trasmettere energia e provocare una reazione. Tra gli altri, esiste uno specifico Manifesto che riguarda la danza, in cui MARINETTI denuncia l’inadeguatezza di tutte le forme di danza esistenti (anche le più innovative) a esprimere fino in fondo l’essenza della vita moderna. Poi chiede, anzi ordina con voce roboante, agli artisti di danza suoi contemporanei di preparare la fusione dell’uomo con la macchina, incontrastata divinità della nuova era. Ipotizza una rivoluzione che possa toccare tutte le componenti della creazione coreografica: la forma, l’energia, il ritmo del movimento, il suono, la struttura generale, il soggetto e arriva a immaginare egli stesso nei dettagli tre danze tratte dai principali meccanismi della guerra. Lo Schrapnel, la Mitragliatrice, l’Aeroplano. Nel lavoro con gli allievi della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi mi sono essenzialmente attenuta alle indicazioni fornite da MARINETTI, sia quelle riguardanti l’obiettivo ultimo delle danze, sia quelle che riguardano i dettagli, concedendomi perÚ la licenza di trasformarle da assoli in “orologi di gruppo”. Nella DANZA DELL’AVIATRICE ho utilizzato le indicazioni del Manifesto per creare un prologo e un epilogo e ho collocato nella zona centrale due composizioni legate all’esperienza di Giannina CENSI, posteriore di quindici anni: “Apparizioni Aerodinamiche” e “Decollaggio”.

“Avete visto danzare Giannina CENSI ? Ecco un caso in cui la simultaneità si fa applaudire e chi non applaude è uno scioccoÖLa danza di Simultanina, inventata ed eseguita da Giannina CENSI è una delle poche cose belle che ho potuto vedere dal 1914 ad oggiÖQuando dopo la danza la danzatrice è andata a rovesciarsi sullo sfondo azzurro della scena, anche allora essa ha creato con la sua bellezza plastica una cosa bella”: così scriveva il critico del POPOLO DI TRIESTE il 31 maggio 1931, in occasione della rappresentazione triestina di “Simultanina”, che la CENSI aveva presentato anche a Udine e Gorizia nei giorni precedenti, nell’ambito di una tournée con MARINETTI che le fece incontrare, fra gli altri, il poeta-scrittore triestino Giordano Bruno SANZIN e il pittore goriziano Tullio CRALI.
Giannina CENSI (1913-1995) dopo aver avuto una formazione rigorosa con il maestro Enrico CECCHETTI alla Scala di Milano, diciassettenne, nel 1930 si recÚ a Parigi per studiare danza classica con Lubov EGOROVA, già ballerina di Diaghilev, nella cui scuola, che CENSI definì una “Babilonia di lingue”, gli esercizi erano difficili e si respirava un’aria internazionale. A Parigi frequentÚ anche le lezioni di danza indiana di Uday SHANKAR e quelle di danza spagnola con “la famosa Argentina”, testimoniando così, ancora giovanissima, il suo desiderio di liberarsi dai vincoli e dai manierismi della tradizione occidentale del balletto classico. Al 1930 risale l’ inizio della sua avventura futurista. Dopo un felice esordio nel marzo di quell’anno con “Oppio” e “Grottesco meccanico” al Castello Sforzesco, dove si era esibita con un aderentissimo costume metallico in un’aerodanza del poeta Escodamè e del parolibero Flavio Gioia, venne scoperta da MARINETTI a Milano nel 1931, mentre danzava sulla “Sinfonia aerea” di Pick MANGIAGALLI. Dallo stretto rapporto di collaborazione con l’autore del Manifesto nacquero “Simultanina” (testi di MARINETTI, musiche di Carmine GUARINO e scenografia di BENEDETTA). Il 31 ottobre del ’31, durante l’inaugurazione della “Mostra dell’aeropittura e della scenografia futurista” nella Galleria Pesaro di Milano Giannina CENSI eseguì alcune aerodanze su due declamazioni di MARINETTI, “A mille metri su Adrianopoli bombardata” e “Serie di seconde parti di immagini aviatorie”, oltre a un’aerodanza sul silenzio delle aeropitture di PRAMPOLINI esposte nella galleria, avvolta nel “Costume balneare futurista”, che lo stesso PRAMPOLINI le aveva disegnato appositamente per l’occasione e che non mancÚ di colpire per la sua trasgressività, lasciando “spudoratamente” scoperte le spalle e le gambe. Con le sue aerodanze CENSI concretizzava il mito della macchina per eccellenza, l’aereo (una sua zia, Rosina FERRARIO era stata una delle prime aviatrici italiane !), e l’ebbrezza della velocità , riuscendo a esprimere attraverso i movimenti del suo corpo il senso del “lancio dell’elica, la velocità ascensionale, la linea del volo, la simultaneità di quota, la planata”. Con lei la Danza dell’aviatrice che MARINETTI descriveva nel suo Manifesto della Danza futurista aveva trovato la sua interprete ideale.

Giovedì 16 ottobre la mostra “CRALI, IL VOLO DEI FUTURISTI” ñ prorogata fino al 19 ottobre – rimarrà aperta fino alle 22.30.

L’Ufficio Stampa
Daniela Picoi

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