ApprofondimentiNotizie

Franca Fenga e il Museo Revoltella

Giorgio Carmelich, L’aia, 1926, matite colorate su cartoncino, 27,5x37 cm
Giorgio Carmelich, L’aia, 1926, matite colorate su cartoncino, 27,5x37 cm
Attiva come volontaria per oltre vent’anni nell’ambito dell’Associazione Amici dei Musei “Marcello Mascherini”, associazione benemerita di cui è stata anche presidente per un lungo periodo, Franca Fenga Malabotta è scomparsa ieri all’età di 96 anni.


Il Museo Revoltella la ricorda oggi con particolare gratitudine e affetto per il rapporto costruttivo e la costante collaborazione e disponibilità dimostrate, a partire dagli anni Novanta, nel concedere in prestito nelle varie occasioni espositive la sua importante collezione d’arte, i libri preziosi e la cospicua documentazione archivistica. 

Adolfo Levier, Manlio Malabotta, prima metà anni Trenta, olio su cartone, 72,5x66,5 cm
Adolfo Levier, Manlio Malabotta, prima metà anni Trenta, olio su cartone, 72,5x66,5 cm

Un ricco patrimonio artistico-culturale, condiviso e incrementato in molti anni assieme al marito Manlio Malabotta (Trieste 1907 – 1975), intellettuale raffinato, critico d’arte e appassionato collezionista, personalità di grande rilievo nel panorama artistico-culturale triestino e nazionale del XX secolo.

La recente donazione destinata al Museo Revoltella (2017), un prestigioso nucleo di opere d’arte di grande valore storico-artistico, permette oggi di documentare ampiamente e con notevole ricchezza la pittura locale del Novecento conservata al Museo Revoltella. 

Vittorio Bolaffio, La cinesina, 1913 circa, olio su tela, 50, 36,5 cm
Vittorio Bolaffio, La cinesina, 1913 circa, olio su tela, 50, 36,5 cm

Poco più di una ventina di pezzi straordinari, quali i dipinti “Solitudine” di Arturo Nathan e “La cinesina” di Vittorio Bolaffio, i fantastici pastelli e le fotografie futuriste di Giorgio Carmelich, il ritratto di Manlio Malabotta di Levier, e poi ancora opere di Arturo Fittke e Mario Lannes.
Un ulteriore contributo della generosa e lungimirante collezionista triestina alla valorizzazione di un patrimonio d’arte e cultura che oggi appartiene a tutti noi.

Arturo Nathan, Solitudine, 1930, tempera e olio su tavola, 81x100 cm
Arturo Nathan, Solitudine, 1930, tempera e olio su tavola, 81x100 cm