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Il Gruppo ’78 tra performance e tecnologia

Dopo Arte Viva, la Cappella e la Galleria Tommaseo prende vita a Trieste una nuova realtà operativa nel settore delle arti visive: è il Gruppo 78, una nuova associazione formata da operatori culturali e artisti che si riunisce per fare attività. Sono molti ma è indiscutibile che l’anima ed il fulcro della nuova realtà, tuttora molto attiva in un settore che vedremo in seguito, è Maria Campitelli.
Operatrice indefessa è un’autentica critica militante desiderosa di aprire costantemente al nuovo in arte soprattutto per quel che concerne il rapporto con la tecnologia. Tecnologia come tékhne, come tecnica per approcciare, vivere e partecipare al mondo.

Da sempre rivolto all’innovazione e nascendo alla fine degli anni ’70, va da sé che il Gruppo 78 piuttosto che su matite e pennelli si orientò verso un altro strumento espressivo: è il corpo, inteso quale nuova protesi, l’oggetto a cui sarà data attenzione per sviluppare rinnovati modelli espressivi, per entrare nella realtà ed incidere nella vita quotidiana.

Innovare significa oltrepassare schemi e convenzioni. Cosa vi era di meglio dell’Azionismo viennese, con le sue implicazioni perturbanti, per rompere formule espositive ed equilibri comportamentali?

Così a Trieste il Gruppo 78 (si devono citare tra i fautori dell’iniziativa oltre Maria Campitelli, anche Pierpaolo Bisleri, poi scenografo e l’artista Erika Stocker Micheli) invitò due tra i massimi rappresentanti di questa corrente artistica, Otto Mühl e Herman Nitsch ad effettuare performance la cui impressione resta ancora oggi molto viva. 
In mostra sono proiettate immagini storiche che vedono Otto Mühl agire con gli studenti dell’Istituto d’arte in una sorta di attività motoria generata con lo scopo di mettere in relazione le persone, alla ricerca di nuove azioni che liberino il corpo – e dunque la mente – dalle regole e da atteggiamenti convenzionali. Al Teatro Romano invece l’evento si fa ancora più drammatico: è il Das Orgien Mysterien Theater che inscena una cerimonia laica il cui obiettivo è una sorta di catarsi purificatoria che rimanda a riti collettivi ancestrali di sapore dionisiaco.

Da allora il Gruppo ha realizzato centinaia di eventi. Ecco alcune righe di Maria Campitelli: “Il gruppo ha realizzato circa 600 eventi, soprattutto internazionali, esportandoli anche in altri paesi (Slovenia, Croazia, Bosnia, Austria, Inghilterra, Stati Uniti, Messico). Ha promosso i giovani, realizzando cicli di mostre internazionali come “Natura Naturans” svolto per 12 edizioni consecutive con svariati approcci tematici. Ha instaurato un ponte culturale con il Messico approdando nel 2013 nelle città di Oaxaca e Torreon mentre nel 2014 ha realizzato alle Scuderie del Castello di Miramare a Trieste la mostra “Messico circa 2000” facendo conoscere, per la prima volta in Europa, ben 80 artisti della collezione Josè Pinto Mazal.”

Negli ultimi anni il Gruppo 78 ha privilegiato il rapporto arte/scienza/tecnologia approdando recentemente all’interesse specifico per la robotica e rivolgendosi dunque ad un ulteriore tecnologia avanzata che conferma l’irremovibile volontà di operare nel segno degli strumenti più attuali colti, ancora una volta, negli aspetti più deflagranti.