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La pittrice Antonietta Brandeis, pioniera all’Accademia di Venezia nel 1867

All’Esposizione della Società di Belle Arti allestita al Museo Revoltella nel 1879 viene acquistata una splendida veduta veneziana della pittrice Antonietta Brandeis (Miskowice 1848 – Firenze 1926), intitolata Traghetto di San Geremia – Venezia.
Il dipinto dall’innegabile fascino derivato dalla luminosità intensa e dall’aria tersa, riveste anche un significato particolare legato al fondatore del nostro museo.
L’opera infatti fu acquistata anche per rendere omaggio a Pasquale Revoltella, scomparso dieci anni prima, nel 1869, in quanto vi è raffigurata la chiesa di San Geremia, nel Sestiere Cannaregio, dove Revoltella fu battezzato nel 1795.
All’interno della chiesa è conservata una lapide in cui si ricorda che Pasquale Revoltella contribuì a finanziare, nel 1862, la preziosa pavimentazione in marmo della chiesa.
E’ interessante poi soffermarsi sulla biografia di Antonietta Brandeis, pittrice di grande successo nell’Ottocento, che realizzò con grande capacità tecnica questa deliziosa veduta della città lagunare.

Antonietta Brandeis, Traghetto di San Geremia – Venezia, 1879, olio su tela, 73 x 54 cm, inv. 69.

La pittrice di origini ceche a soli diciannove anni si stabilì a Venezia, dove sarà una delle prime donne ad essere ammessa all’Accademia di Belle Arti nel 1867, al seguito dei pittori Michelangelo Grigoletti e Pompeo Molmenti, grazie ai quali perfezionò le sue abilità come scrupolosa paesaggista, secondo la migliore tradizione dei vedutisti.

Antonietta Brandeis, Traghetto di San Geremia – Venezia, 1879 (paricolare)

Bisogna ricordare che le donne all’epoca in Italia avranno diritto a ricevere un’educazione artistica solamente nel 1875.
Brandeis completò con profitto il percorso didattico di cinque anni accademici e il suo nome compare in più voci nell’elenco degli alunni premiati negli “Atti della Reale Accademia di Belle Arti in Venezia degli anni 1866-1872.

Tuttavia, pare che per potersi affermare, agevolando così la propria attività artistica, si firmasse ‘Antonio’ Brandeis, nonostante fosse apprezzata dai colleghi artisti.
Angelo de Gubernatis scrisse che tale scelta derivasse dal fatto che l’artista, che aveva ricevuto elogi e critiche, non accettò le lodi pronunciate solamente per la sua appartenenza al genere femminile.
La pittrice strinse comunque amicizia con molti dei suoi colleghi e, soprattutto, con lo stimato Eugenio De Blaas (o Eugen von Blaas, di padre austriaco).
L’artista tra il 1878 e il 1893 dipinse ed espose numerose opere, soprattutto vedute di Venezia dal piccolo formato, in cui possiamo apprezzare sia i luoghi più noti che i canali più silenziosi e nascosti della città lagunare, ma molte sono anche le vedute di Roma, Bologna e Firenze.
Brandeis, che propose numerose repliche dei suoi paesaggi en plein air più popolari, con seppur minime variazioni, si dedicò anche alla pittura religiosa, come testimoniano una Madonna con bambino nella sacrestia della Cattedrale di Curzola e, nella stessa chiesa, una copia del pannello centrale del trittico di Giovanni Bellini di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.
La pittrice, che nel 1897 sposò il veneziano Antonio Zamboni, visse a Venezia, Firenze e Roma; dopo la morte del marito, nel 1909, si stabilì principalmente a Firenze, dove morì nel 1926.