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La pittura tersa e luminosa nei dipinti di Giovanni Muzzioli e Raffaele Armenise

Nel 1884, in seguito alla morte del pittore Augusto Tominz, che fu anche il primo conservatore del Museo Revoltella, subentrò a questa carica il figlio Alfredo, anche lui artista come il padre e come il famoso nonno, Giuseppe Tominz, ritrattista rinomatissimo della prima metà dell’Ottocento.
Con la direzione artistica di Alfredo Tominz, che si protrarrà a cavallo del secolo e fino al 1926, la politica degli acquisti si orientò verso opere d’arte di una certa qualità, che documentavano sia la produzione artistica straniera che quella italiana.
Nello stesso anno in cui assunse la carica, Alfredo Tominz visitò l’Esposizione Nazionale di Torino per scegliere le opere di alcuni degli autori più prestigiosi e ‘in voga’ del momento e, dopo aver visto il dipinto L’offerta nuziale di Giovanni Muzzioli (Modena 1854 – 1894) scrisse nella relazione al Curatorio che auspicava di poterla acquistare per il Museo Revoltella.
L’opera del pittore modenese, dichiarata vendibile per 5.500 lire, venne poi acquistata per 4.000 lire direttamente dall’autore (sottratte 25 lire per la spedizione, l’artista ricevette 3.975 lire).

Giovanni Muzzioli, L’offerta nuziale, 1880 circa, olio su tela, 82x141 cm, inv. 79
Giovanni Muzzioli, L’offerta nuziale, 1880 circa, olio su tela, 82x141 cm, inv. 79

L’offerta nuziale rappresenta uno dei lavori migliori di Muzzioli, eseguito in piena maturità artistica e, come aveva notato Tominz “ha molti pregi per l’artista essendo lavoro di una tecnica eccezionale, ma non di grande effetto per l’occhio profano”.

L’opera descrive il rito nuziale romano con una fedeltà rigorosa ai dettagli, che il pittore deve aver ricavato da un accurato studio dell’arte e dei costumi dell’antica Roma. La composizione stessa del dipinto è organizzata in modo da sottolineare l’ordine rigoroso classico, enfatizzato dalla tecnica nitida e luminosa, che derivò a Muzzioli soprattutto dalla ricerca verista applicata alla pittura di storia del famoso pittore olandese Alma Tadema, di cui ammirò le opere all’Esposizione universale di Parigi del 1878.

Giovanni Muzzioli, L’offerta nuziale, 1880 circa, particolare
Giovanni Muzzioli, L’offerta nuziale, 1880 circa, particolare
Giovanni Muzzioli, L’offerta nuziale, 1880 circa, particolare
Giovanni Muzzioli, L’offerta nuziale, 1880 circa, particolare

All’Esposizione Nazionale di Torino Tominz scelse altre due opere di soggetto ‘aneddotico’: un dipinto di Salvatore Marchesi (Parma 1852 – 1926) e Visita allo zio cardinale di Raffaele Armenise (Bari 1852 – Malgrate 1925), pittore molto apprezzato e noto a Trieste per avere esposto nel 1877 all’Esposizione della Società triestina di Belle Arti al Museo Revoltella.

L’opera di Armenise, definita sulla stampa dell’epoca come una “graziosa scena della vita aristocratica de’ tempi goldoniani”, fu acquistata per 8.000 lire dal Museo Revoltella. In seguito la Commissione della lotteria dell’esposizione torinese propose all’artista l’acquisto di una copia, ma il pittore, ritenendo che il valore dell’opera sarebbe diminuito, non accettò.

Come nel dipinto di Muzzioli, anche in quest’opera caratterizzata da un’illuminazione chiara ed una mirabile atmosfera tersa, l’attenzione del pittore si concentra soprattutto sulla riproduzione virtuosistica dei particolari dei costumi, delle stoffe e dei mobili antichi.

Quando realizzò il dipinto Armenise risiedeva da qualche anno a Milano, rimanendo però sempre fedele alla scuola pittorica meridionale ed in particolare alla lezione di Palizzi.

Raffaele Armenise, Visita allo zio cardinale, 1884, olio su tela, 127x207 cm, inv. 78
Raffaele Armenise, Visita allo zio cardinale, 1884, olio su tela, 127x207 cm, inv. 78