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La pubblicazione del catalogo del fondo Gatteri: Il suo segno era un’idea, era una rivelazione

I disegni di Giuseppe Lorenzo Gatteri al Museo Revoltella

È stato da pochi giorni pubblicato il catalogo del consistente materiale grafico di Giuseppe Lorenzo Gatteri conservato al Museo Revoltella, comprendente alcune centinaia di fogli sciolti e poco meno di una ventina di album quasi del tutto inediti. Frutto di un rigoroso e attento studio, con la collaborazione e il supporto del Museo Revoltella, Comune di Trieste, il catalogo è curato da Francesca Nodari, storica dell’arte specializzata nello studio della grafica antica e moderna, già autrice di diversi studi e pubblicazioni incentrati sul patrimonio artistico dei Civici Musei di Storia ed Arte e della Biblioteca Civica Attilio Hortis.

Il volume è molto ricco e presenta una veste editoriale molto accattivante, grazie alle oculate scelte grafiche e alla scorrevole impaginazione della ditta Riccigraf di Roberto de Walderstein, e grazie all’alta qualità delle immagini per lo piu’ realizzate da Marino Ierman, con la collaborazione di Fulvio Rubieri, dei Civici Musei di Storia ed Arte.
In attesa di poter riaprire i nostri musei e di rendere disponibile il volume al pubblico e agli studiosi, presso il bookshop del Museo Revoltella, pubblichiamo qui la sua presentazione:

 

Giuseppe Lorenzo Gatteri a Palazzo Revoltella.
Un artista e il suo illustre committente

di Susanna Gregorat

Giuseppe Lorenzo Gatteri (Trieste 1829 – 1884), artista triestino ingiustamente dimenticato, nonostante fosse dotato di uno straordinario talento disegnativo e artistico, arricchito da una considerevole erudizione e una non comune conoscenza storica, fu figlio d’arte. Il padre Giuseppe Gatteri (Rivolto di Codroipo 1799 – Trieste 1878), allievo del pittore palmarino Giuseppe Bernardino Bison, è stato infatti un pregevole decoratore di edifici privati e pubblici, quali la Rotonda Pancera e il Teatro Grande, e seppe individuare e valorizzare fin da principio le formidabili capacità artistiche di Lorenzo.

La sua naturale propensione al disegno, già piuttosto affinata all’età di soli nove anni, e la sua fantastica vena narrativa, destarono subito lo stupore e l’ammirazione nell’ambiente cittadino, poi presso l’Accademia veneziana, dove “Beppino” proseguì la sua formazione artistica con Politi e Lipparini e, più tardi, nei più rinomati e prestigiosi ambienti artistici e letterari lombardi e piemontesi. Fu accolto e apprezzato, tra i molti, anche da Alessandro Manzoni e Francesco Hayez.
A Trieste, dove Gatteri era rientrato nel 1857, dopo aver partecipato nel 1849 alla difesa di Porto Marghera [1], verso i primi anni Settanta fece parte del Curatorio del neonato Museo Revoltella e poi nell’anno della sua morte (1884) fu anche primo presidente del Circolo Artistico di Trieste, nell’anno stesso della sua istituzione.
«Un risveglio artistico notevolissimo si determinò nel decennio che va dal 1870 al 1880 – riporta Carlo Wostry – e portò una vita insolita nella nostra città. Molti di quei giovani pittori, scultori e architetti, compiuti gli studi a Venezia o a Milano o a Roma, erano ritornati in patria a esercitare la loro professione. […] In unione con Giuseppe Caprin facevano corona a Giuseppe Lorenzo Gatteri che volentieri s’indugiava a discutere d’arte e che tutti ascoltavano riverenti, soprattutto per la sua grande cultura.» [2]
Autorevole, se pure di temperamento piuttosto riservato, l’artista triestino presiedeva dunque le riunioni del sodalizio artistico e «gli riusciva difficile mantenere in equilibrio quei cervelli in ebollizione. [..] “Ben, cossa femo?” – esordiva al principio di ogni seduta – e per la decima volta, prima ancora che la società fosse nata, avvertiva: “Guardé, mi presidente niente!”» [3]
Oltre ad avere avuto un ruolo di rilievo nell’ambiente artistico triestino, la figura di questo importante pittore locale è strettamente connessa con la figura di Pasquale Revoltella che, come ricordato da Carlo Wostry, nella sua Storia del Circolo Artistico di Trieste, fu ‘protettore’ di alcuni artisti locali. Tra questi Alberto Rieger e Francesco Beda, che furono da lui indirizzati a formarsi presso l’Accademia di belle arti di Venezia. Rieger, soprattutto, seppe in seguito ripagare ampiamente il supporto e l’ammirazione del barone per il suo operato, realizzando diverse e significative opere d’arte a lui dedicate. [4]

Per il completamento dell’apparato artistico del sontuoso palazzo di città, accanto ad Augusto Tominz che decorò nel 1858 il soffitto del Salone da ballo, Revoltella scelse il pittore piranese Cesare Dell’Acqua e l’artista triestino Giuseppe Lorenzo Gatteri.

Tra il 1855 e il 1857, mentre erano in corso i lavori di edificazione di Palazzo Revoltella, avviati nel 1853, egli commissionò loro quattro dipinti di rilevante valore storico e di profondo significato personale.

Fu così che Dell’Acqua immortalò due accadimenti storici determinanti per la storia di Trieste [5], città d’adozione del barone, e Gatteri riprodusse invece due episodi legati alla storia e alle tradizioni di Venezia, città natale del nostro munifico imprenditore.

Pasquale Revoltella, che giunse a Trieste all’età di soli due anni, non dimenticò mai le sue origini veneziane e lungo il corso della sua vita mantenne con essa un forte legame, in diverse occasioni e con alterne modalità. Dalla sua attiva compartecipazione in opere pubbliche di ammodernamento e bonifica del territorio lagunare (pozzi artesiani, dighe e manutenzioni litorali, ed altro ancora), al finanziamento della facciata e della pavimentazione interna della chiesa di San Geremia, a Cannaregio, dove fu battezzato nel 1795. [6]
A Palazzo Revoltella, attraverso un articolato e ponderato programma artistico-decorativo, la volontà e il pensiero del padrone di casa si manifestano con grande evidenza: il suo desiderio di affermazione personale, mai disgiunto tuttavia dalla sua costante attenzione all’epoca e alla società in cui si muove. Ciò è leggibile tanto nei maestosi e didascalici gruppi allegorici di Pietro Magni (Ninfa Aurisina e Taglio dell’Istmo di Suez), quanto nelle diverse sculture dedicate alle arti e alle scienze disseminate in tutta la residenza o nelle inconsuete e caratteristiche scelte estetico-strutturali del suo fastoso palazzo. [7]

Per celebrare Venezia, dunque, e affiancarla a Trieste quale ‘luogo del cuore’ di pari importanza per lui, Revoltella ricorse a Gatteri, al pari suo interessato alle vicende storiche di quella città e in quegli stessi anni impegnato nel complesso apparato illustrativo della Storia veneta di Francesco Zanotto (1852). [8] Fu certamente il pittore triestino, quindi, ad individuare e a proporre al suo illustre committente due episodi importanti della vita e della storia veneziane e, nel contempo, sufficientemente spettacolari per poterli riprodurre con pennelli e colori: la tradizionale Festa delle Marie e il ritorno a Venezia di Caterina Cornaro, ultima sovrana del Regno di Cipro. I due dipinti, tra i capolavori della produzione ad olio di Gatteri [9] e di massimo rilievo tra le opere di metà Ottocento del Museo Revoltella, offrirono l’opportunità al pittore triestino di dare prova delle sue raffinate doti di colorista eccellente e della sua inesauribile e meticolosa conoscenza dei costumi e della storia, per lo più, d’epoca umanistico-rinascimentale.

«Diede mano il nostro artista alla prima composizione, – descrive l’anonimo (?) cronista sulle pagine de “L’ Anello” – e fu quella della Festa delle Marie.[…] Riprodusse mirabilmente sulla tela questo fatto […] Il sig. Revoltella, mecenate oramai conosciuto, lo acquistava, permettendo eziandio fosse inviato a Parigi, e per cura del Goupil, riprodotto colle stampe; e gliene ordinava un secondo, da fare pareggio al primo, sulla parete ove sarebbe appeso. Esposto questo quadro a Parigi, que’ giornali ne parlarono con encomio, ed uno di questi, l’Union, colle seguenti parole, che la Gazzetta di Venezia l’anno scorso riportava: “Al Negozio di stampe della ditta Goupil e Comp., Boulevard Montmartre, era esposto ultimamente un bellissimo dipinto rappresentante l’Origine della Regata o Festa delle Marie, di Gatteri, veneziano”. […] Ritornato il quadro da Parigi, il nostro pittore diede mano al secondo, testè da lui compiuto. Rappresenta questo “Caterina Cornaro, vedova del re di Cipro, al suo approdo al Lido, incontrata dal Doge di Venezia, ivi portatosi colla Signoria ed innumerevole popolo”». [10]
Dietro la magistrale produzione ad olio del nostro artista, che raggiunse il considerevole livello qualitativo delle tele degli anni Cinquanta e dei dipinti più tardi, realizzati tra la fine degli anni Settanta e il 1884, vi è una sterminata produzione grafica, di cui un nucleo di grande valore e consistenza è conservato al Museo Revoltella.

Si tratta della donazione di Matilde Gatteri Weber, sorella del pittore, che nel 1904 decise di lasciare al Museo Revoltella circa una trentina di opere del fratello, tra cui oli, acquerelli e pastelli e diverse centinaia di fogli di grafica sciolti, assieme ad una serie di album e taccuini di varie dimensioni..

Il critico Dario de Tuoni, nell’introduzione al primo catalogo del Museo Revoltella nel 1933, ricorda la donazione di Matilde Weber Gatteri (1904) come uno dei «legati importanti» dei primi decenni del Novecento, accanto alla collezione Bontempelli (1907), a quella rilevante della vedova Nina Scomparini (1913), alla prestigiosa donazione degli Oblasser (1916), della baronessa de Lutteroth (1918), al lascito Cochini (1919), alle opere di Antonio Caccia (1927) e del barone Rosario Currò (1929).
In quei primi anni Trenta in cui, grazie al direttore Edgardo Sambo Cappelletti, ci si accingeva a studiare per la prima volta il patrimonio artistico museale, cercando di dare una sistemazione critica e scientifica alle opere d’arte e di pianificare un allestimento coerente e funzionale, alla donazione di Matilde Gatteri fu dedicata la Sala IV al primo piano della Galleria.

 

Il catalogo del fondo Weber Gatteri (1904), curato da Francesca Nodari, storica dell’arte specializzata nello studio della grafica antica e moderna, presenta per la prima volta al pubblico questa cospicua e importante raccolta grafica del Museo Revoltella, coerentemente ordinata e studiata. Il volume, articolato in dodici capitoli, ciascuno costituito da un’introduzione e da un numero variabile di schede scientifiche, che identificano le diverse fasi stilistiche della produzione artistica dell’artista triestino (tra il 1839 e il 1884), analizza e descrive circa quattrocento fogli, delle più svariate dimensioni e soggetti, attraverso interessanti raffronti interni e costanti riferimenti con la storia dell’arte antica e coeva, e con le raccolte artistiche di altre importanti Istituzioni.

Un lavoro di grande pregio e di notevole valore scientifico, che ha conferito a questo importante fondo di grafica del Museo Revoltella un significato esauriente e davvero unico, mettendo in tal modo a disposizione degli specialisti e degli appassionati di questo settore artistico uno ‘strumento’ indispensabile per una maggiore comprensione di Gatteri e della sua straordinaria tecnica disegnativa.

Note

Non diversamente da altri artisti d’epoca risorgimentale, Gatteri fu molto sensibile alle tematiche rivoluzionarie, rivelando frequentemente nei soggetti da lui trattati la sua personale devozione patriottica. Per maggiori approfondimenti sui pittori risorgimentali nelle raccolte del Museo Revoltella si rimanda a M. Masau Dan, Un insolito percorso espositivo a Palazzo Revoltella con i pittori del Risorgimento italiano, in Arte e Nazione. Dagli Induno a Fattori nelle collezioni del Museo Revoltella, cat. Mostra, a cura di M. Masau Dan, Museo Revoltella, Trieste 2015, pp. 7-9.
 C. Wostry, Storia del Circolo Artistico di Trieste, Edizioni Italo Svevo, Trieste 1991, p. 28 (I ed. La Panarie, Udine, 1933).
 Wostry, p.31.

 Di Alberto Rieger (Trieste 1834 – Vienna 1905) segnaliamo qui le due opere più note e importanti del Museo Revoltella, le due splendide vedute a ‘volo d’uccello’ di Trieste e del Canale di Suez, realizzate nei primi anni Sessanta del XIX secolo. A Pasquale Revoltella, “protettore distinto di Belle Arti”, Rieger dedicò inoltre un prezioso album che raccoglie alcune vedute della città, legate alla figura e all’attività di Revoltella.

 I due grandi dipinti di Dell’Acqua (Pirano 1821–Bruxelles 1905) sono esposti al pianterreno di Palazzo Revoltella, nella sala originariamente destinata al gioco del biliardo. Molto conosciuti in città, essi raffigurano due episodi cruciali della storia locale, ovvero, la cerimonia del 30 settembre 1382, con cui si sanciva la sottomissione di Trieste all’Austria e la concessione del porto franco favorita da Carlo VI nel 1719. La Proclamazione del porto franco di Trieste fu commissionata al pittore nel 1855 e la Dedizione di Trieste all’Austria nel 1856.

 Per maggiori approfondimenti sull’attività di Revoltella fuori Trieste si rimanda a F. Caputo, Appaesarsi nel mondo: le città di Pasquale Revoltella, in Pasquale Revoltella (1795-1869). Sogno e consapevolezza del cosmopolitismo triestino, cat. mostra, a cura di M. Masau Dan, Arti Grafiche Friulane, Tavagnacco (UD) 1996, pp. 53-69.

 Sulla storia di Palazzo Revoltella e relative descrizioni accurate dei suoi interni si rimanda al catalogo citato Pasquale Revoltella (1795-1869), contributi di AA.VV.

 Cfr. F. Nodari, in catalogo, p…

 Di Giuseppe Lorenzo Gatteri il Museo Revoltella possiede, oltre alle due opere descritte, poco meno di una ventina di dipinti ad olio, alcuni dei quali classificabili come opere non finite. Tra i pezzi più rimarchevoli, che ben documentano il cambiamento stilistico del pittore nel corso degli anni, segnaliamo: Cesare Borgia abbandona il Vaticano del 1877, acquistato dal museo nel 1885 e Minerva premia le Arti realizzato nel 1884 e pervenuto tramite il legato Matilde Weber Gatteri del 1904.

 La citazione tratta da “L’Anello” (16 marzo 1857), il trisettimanale letterario-culturale fondato nel 1856 da Giuseppe Corradi ed Emilio Treves, è riportata da Francesca Nodari in Nuovi documenti per l’attività di Giuseppe Lorenzo Gatteri a Trieste, in “Archeografo Triestino”, serie IV, v. LXXIV (CXXII della raccolta), 2014, pp. 65-89.
Alla studiosa va ricondotto anche il merito di aver rintracciato la documentazione che attesta il legame che si era instaurato tra Revoltella e Gatteri e che circoscrive la data di realizzazione dei due importanti dipinti.