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L’altrui scale. Installazione audiovisiva

14 maggio 2003 ñ 31 maggio 2003

Civico Museo Revoltella
Conservatorio di Musica“ Giuseppe Tartini“ (Scuola di Musica e Nuove Tecnologie), Trieste
Kunsth¯gskolen i Bergen – Bergen Academy of Fine Art (Avd. Kunstakademiet), Norvegia
Fachhochschule Bielefeld – University of Applied Arts (Fachbereich Gestaltung/Fotografie – Dept. Of Design/Photography), Germania

Idea e progetto: Prof.ssa Sunder-Plassmann, Prof. Doati
Collaboratori: Prof. Raab, Prof.ssa Zika
Partecipanti: Alessandro Croci, Anders Peterson, André Adomeit, ≈se L¯vgren, Camilla Ederyd, Christian B¯en, Ellen Jakobson, Frederico Passera, Giovanni Melillo, Javier Busturia Cerezo, Kathi Kiermeir, Mahlet Ogbé Habte, Malte Nies, Martina Pump, Matteo Fanni Canelles, Paolo Girol, Pia Malmus, Sandra Becker, Sarah Ubrig, Stine Gonsholt, Urs Dierker

Con il contributo di Radio Resetti Hi Fi

Nata dalla collaborazione di tre importanti istituzioni europee: il Dipartimento di Fotografia dell’Università di Scienze Applicate di Bielefeld (Germania), l’Accademia di Belle Arti di Bergen (Norvegia) e il Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini“ (Scuola di Musica e Nuove Tecnologie) di Trieste.
Su idea e progetto dei proff. Andrea Sunder-Plassmann e Roberto Doati, un gruppo di 21 studenti ha creato fotografie, musiche e video legati al concetto di Heimat.
Questo concetto ha costituito nella storia della lingua tedesca un problema semantico: originariamente la radice heim riconduceva alle parole anticamente designanti il mondo, la terra, la natura e il suolo, ma presto il senso fu ristretto alla proprietà privata, intesa come un segreto che appartiene soltanto a chi lo conosce. Al tempo del romanticismo divenne consuetudine descrivere con la parola Heimat la regione nella quale si è nati e/o cresciuti e alla quale perciÚ ci si sente attaccati come a una madre.
Negli ultimi anni nuove tendenze sociali hanno rivalutato parecchio la sfera individuale e la proprietà privata; nuovi ideali d’amicizia hanno preso piede in luogo dei tradizionali vincoli di parentela. Su questo sfondo i giovani e i giovanissimi tentano di ridefinire il vocabolo Heimat e di connotarlo positivamente. Questo modo di intendere la dimora, è coniato sull’individualità e il libero arbitrio: decido io dov’è la mia dimora, non i miei genitori o il mio passaporto. La dimora diviene perciÚ una grandezza variabile, per la quale è lecito creare nuovi mondi d’idee.
Così sul grande schermo avvolto a spirale per accogliere i visitatori, quasi fosse un grembo materno, scorrono immagini di ambienti, volti di amici, nature e architetture di paesi diversi e lontani che rappresentano, per ognuno dei realizzatori, ciÚ che li fa sentire a casa. Parimenti gli studenti del Tartini hanno composto musiche elettroacustiche che, muovendosi a loro volta intorno allo schermo, evocano, attraverso i suoni della natura natia o delle voci dei propri familiari, la sorte di chi è costretto a lasciare la propria Heimat e vagare di terra in terra per salire l’altrui scale.

Orario: dal lunedì al sabato 9 ñ 19
domenica 9 ñ 13.30
martedì chiuso
Per informazioni telefonare o inviare un fax a:
Civico Museo Revoltella – Galleria d’arte Moderna, via Diaz 27, 34123 Trieste
tel. 040.675 4158 – fax. 040.675 4137 – e-mail: revoltella@comune.trieste.it.