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“L’autoritratto moderno: la crisi nella rappresentazione del se” Incontro con S. Argentieri

Mercoledì 18 settembre, alle ore 18.00, l’Auditorium del Museo Revoltella ospiterà il terzo degli incontri sul tema “ARTE E PSICOANALISI” proposti da Anna Maria ACCERBONI PAVANELLO, storica della psicoanalisi e curatrice assieme a Maria MASAU DAN – direttore del Museo – della mostra “ARTE E PSICANALISI. VOLTI”, la cui chiusura è stata prorogata al 30 settembre.
Filo conduttore della mostra, composta essenzialmente di ritratti e autoritratti, sono la figura di Arturo NATHAN e l’uso che fece dell’autoritratto, strumento terapeutico collegato all’analisi con Edoardo WEISS. E i suoi tre autoritratti presenti nell’esposizione testimoniano un percorso di chiarificazione e liberazione. Una sezione di “ARTE E PSICANALISI. VOLTI” propone poi gli autoritratti di Umberto VERUDA, Arturo FITTKE, Gino PARIN, Piero MARUSSIG, Carlo SBISA’, Tullio SILVESTRI, Santo BIDOLI, Bruno CROATTO e Dyalma STULTUS a dimostrazione di come gli artisti triestini dei primi trent’anni del novecento abbiano dedicato una grande attenzione a questo genere pittorico, “quasi a registrare – scrive Anna Maria ACCERBONI – problemi sottili di identità a livello generazionale, in un periodo storico di transizione e di grossi cambiamenti”. E accanto a NATHAN trovano giusta collocazione due pittori “i cui autoritratti – scrive ancora la ACCERBONI – rispecchiano aspetti che, nella autenticità della pittura di NATHAN, hanno trovato una integrazione e una sublimazione: l’incombere della follia e l’Io diviso di Vito Timmel , il falso se’ e la moltiplicazione ludica ed esteriore dell’identità, secondo il modello pirandelliano dell'”uno, nessuno e centomila”, di Cesare SOFIANOPULO”.
E “L’AUTORITRATTO MODERNO: LA CRISI NELLA RAPPRESENTAZIONE DEL SE'” sarà il tema dell’incontro con Simona ARGENTIERI di mercoledì 18 settembre. “L’interpretazione dell’autoritratto con gli strumenti psicoanalitici – sostiene la ARGENTIERI – è molto invitante, molto ricca, apparentemente troppo facile. L’assunto basilare che l’opera rispecchi l’animo del suo creatore – da Platone a Leon Battista Alberti – merita una discussione. Un autoritratto, infatti, puÚ esprimere in primo luogo gli aspetti espliciti culturali, consci dell’io; mentre i tratti più segreti della personalità possono essere celati altrove, in altre figure umane e non umane, nel paesaggio o nell’astrazione delle immagini. La cosiddetta modernità coincide – come è noto – con la destrutturazione della forma (interessanti correlazioni possono essere delineate con la letteratura); nel volto del pittore irrompono le perturbanti parti rimosse, scisse, proiettate e reintroiettate di se’, in una deriva che sembra irreversibile. L’integrazione tra gli aspetti visuali e non visuali, simbolici e presimbolici della rappresentazione di se’, la discrepanza tra ciÚ che si sente e ciÚ che si vede, è il dramma creativo di ogni artista di tutti i tempi. Un dramma al quale la psicoanalisi ha fornito lo scenario emotivo e le parole per pensarlo e comunicarlo a se’ e agli altri a livello di coscienza”.
Simona ARGENTIERI – che nell’incontro con il pubblico triestino si soffermerà in particolare sul tema degli occhi e dello sguardo e quindi sugli occhi chiusi del celebre autoritratto di NATHAN, quasi il simbolo della mostra “ARTE E PSICANALISI. VOLTI” – è Membro Ordinario e Didatta dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi e dell’International Psycho-Analitical Association. Accanto all’attività clinica, didattica e societaria, si dedica alla formazione degli operatori nel campo della medicina, della psicosomatica, della salute mentale, della prevenzione e dell’assistenza neo-natale a madre e bambino. A livello universitario tiene seminari e conferenze presso Facoltà di Lettere, Filosofia, Linguistica, Giurisprudenza, Storia, Storia dell’Arte e Antropologia. Da molti anni svolge attività di comunicazione e divulgazione su quotidiani e periodici, nonché alla radio e alla televisione. Fra le sue pubblicazioni più recenti, in collaborazione con altri autori, “Freud a Hollywood” (la messa in scena della cura psicoanalitica nel cinema americano), “La Babele dell’inconscio-La lingua madre e lingue straniere nella dimensione psicoanalitica” (che cosa accade nella mente di chi parla, pensa, sogna in più lingue), “Anna Freud, la figlia” (in “Psicoanalisi al femminile”), “L’uomo nero” (Piccolo catalogo delle paure infantili), “La fatica di crescere: Anoressia-Bulimia, sintomi del malessere di un’epoca confusa”, “Il padre materno, da San Giuseppe ai nuovi mammi”, “Materia che sogna – I rapporti fra psicoanalisi e neuroscienze”. Ha inoltre curato l’edizione italiana di “Freud e l’arte”.

Il prossimo incontro sul tema “ARTE E PSICOANALISI” si terrà venerdì 27 settembre prossimo, alle ore 18.00, nell’Auditorium del Museo Revoltella. Presentata da Anna Maria ACCERBONI, la storica dell’arte Caterina VIRDIS LIMENTANI parlerà sul tema “IL VOLTO DELLA PAURA: INDAGINI ED ESORCISMO NELLA PRATICA DELL’AUTORITRATTO”.