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Le suggestive atmosfere olandesi nel dipinto di Lorenzo Delleani

Seguendo i meccanismi della politica delle acquisizioni dei primi anni di vita e di attività del Museo Revoltella, è doveroso soffermarsi ancora sul fatidico anno 1885, quando, dopo la scelta di un artista di Odessa e l’acquisto di alcune opere di grafica e di pittura di un valente artista locale, il Curatorio prese in considerazione la produzione rinomata e apprezzata di Lorenzo Delleani (Pollone Biellese 1840 – Torino 1908).

Formatosi all’Accademia Albertina di Torino, Delleani inizialmente preferì la pittura di storia, per cimentarsi poi con tematiche e stile diversi.

L’artista piemontese nel 1885 espose alla XLIV Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino la Veduta dell’Aja, che fu acquistata nel luglio di quello stesso anno dal Museo Revoltella per 1.476 fiorini. Il Museo triestino fin dal 1874 era interessato alle opere di Delleani, che era molto noto soprattutto per la sua pittura di storia ma che da qualche anno si era dedicato per lo più al ‘paesaggio’, con esiti di uno straordinario realismo.

Veduta dell’Aja, 1885, olio su tela, 131x2020 cm, inv. 77

Nei nostri archivi si conserva un fitto carteggio tra il pittore e il Curatorio, che testimonia gli accordi per la compravendita dell’opera in questione. In una lettera scritta da Delleani ad Alfredo Tominz, allora conservatore del museo, si legge: “Riguardo poi a fare un quadro storico, o di costumi antichi, non potrei incominciare simile lavoro, senza aver se non certa la commissione, almeno molte probabilità di vendita per il Loro Museo …”

Il 15 luglio il pittore piemontese inviò un’altra missiva : “Egregio Curatorio del Museo Revoltella. Col mezzo dell’Egregio Collega Tominz venni a sapere che codesto Museo non era alieno dal possedere qualche mio quadro, mi feci tosto premura di spedire all’amico Tominz una fotografia di un mio quadro che tengo disponibile, e che le sarà presentato onde avere il savio giudizio suo. Di questo quadro si son passate trattative per esser acquistato pel Museo Nazionale di Roma, quindi credo di potergliela offrire come opera non indegna dell’autore…” In seguito Delleani spedì due dipinti a Trieste: La terra e L’Aja.

Nella veduta olandese l’artista rivela un’intensa sensibilità per la natura e, nel contempo, il gusto per la documentazione precisa e rigorosa che descrive i luoghi, la cui atmosfera è ben resa dagli effetti luministici.

Veduta dell’Aja, 1885, particolare
Veduta dell’Aja, 1885, particolare

L’idea di rappresentare questo paesaggio venne durante il viaggio che Delleani intraprese nel 1883 assieme all’amico poeta Giovanni Camerana in Olanda. Quell’esperienza fu motivo di spunti interessanti forniti dai panorami estesi e luminosi e dal contatto con la pittura degli eccellenti maestri fiamminghi del passato, che affinò la sua capacità di descrivere analitacamente la realtà, abbandonata in precedenza per una pittura più rapida e sciolta. A dire il vero i maestri antichi furono per il pittore piemontese un punto di riferimento anche per i soggetti storici a cui si dedicò agli inizi della sua carriera artistica.

Durante i soggiorni all’estero Delleani era solito ritrarre rapidamente en plein air su piccole tavole i paesaggi incontrati per poi rielabolarli su tele di grandi dimensioni, come nel caso del dipinto del Revoltella, di cui aveva fissato una prima impressione di piccolo formato due anni prima. La suggestiva tela che ci trasporta nell’atmosfera olandese di fine Ottocento si può ammirare al quarto piano della Galleria d’arte moderna.

Veduta dell’Aja, 1885, particolare