Quirino Ruggeri

Albacina 1883 – 1955

Passeggiata
1933
bronzo, inv. 2284
acquisto alla II Quadriennale di Roma, 1935

«In attesa delle deliberazioni della Commissione di codesto Museo per gli acquisti presso la Quadriennale, lo scultore Ruggeri m’incarica di comunicare che se una questione finanziaria ostasse all’acquisto della Sua opera, egli è disposto a cederla al prezzo minimo di 8.000 Lire, nel qual caso codesto Museo potrebbe procedere all’acquisto desiderato di un’opera di pittura » (CMR, Arch. Amm., 8.1935.3661).

Con queste parole il responsabile dell’Ufficio Vendite della Quadriennale comunicava nel maggio del 1935 al direttore Sambo la possibilità di comprare la scultura di Ruggeri per un importo inferiore al prezzo di 15.000 Lire inizialmente richiesto, proponendo «in linea assolutamente ufficiosa, anche l’acquisto di un’opera di pittura per qualcuno dei molti artisti che uniscono al merito il bisogno» (ibidem). In quell’occasione, però, il museo si limitò ad acquistare soltanto Passeggiata di Ruggeri, vincitore del premio di 25.000 Lire per la scultura, assegnato ex aequo con Francesco Messina.

Alla Quadriennale l’artista presentò alcune delle sue opere più importanti: una serie di ritratti («in cui l’artista cerca di penetrare nello spirito dei soggetti e di trovare per ciascuno di questi il modo più adatto ad esprimerlo») e dei bassorilievi, genere quest’ultimo con cui si era già fatto apprezzare in manifestazioni precedenti.

Secondo Ugo Nebbia, Ruggeri rappresenta una terza via alternativa alla «sensibilità sempre più inquieta e raffinata di Marino Marini […] e alla castigatezza deliberata» dei bronzi di Francesco Messina; è uno scultore in grado di far sentire «accenti di una chiarezza e d’una consistenza di concetto e d’espressione […] e di mostrare di quali nuove energie sa realmente nutrirsi ancora la nostra scultura».

In opere come Passeggiata, «l’elemento formale stabilito rigorosamente dall’equilibrio delle masse, sembra ridotto al minimo non per preconcetto stilistico, ma solo per la più schietta evidenza dell’intimo carattere» (Nebbia 1935). I contatti con il gruppo di Valori Plastici trapelano dal gusto per la costruzione volumetrica, che caratterizza le figure di questi anni, unito all’inclinazione per l’essenzialità e il rigore compositivo.

Nel 1956 all’artista venne dedicata una retrospettiva alla Biennale di Venezia, dove furono
esposte soltanto opere degli anni Venti.

150° della fondazione del Museo Revoltella

Storie di lasciti e acquisizioni. Un patrimonio lungo 150 anni

Visita il museo

Servizi

Notizie

Condividi